WineNews Bel Star, l’unico spumante presente nella cantina di Miss Italia 2009, diventa un premio prestigioso: Sergio Assisi, valente protagonista della fiction "Capri", vince il primo premio di Miss Italia coniugato al maschile
Nella foto Sergio Assisi, con le Miss, e Gianluca Bisol.
La premiazione è avvenuta negli spazi della Cantina di Miss Italia 2009 domenica 13 settembre
A Salsomaggiore, nella Cantina di Miss Italia, dove la bellezza delle Miss incontra le eccellenze enogastronomiche italiane, Bel Star, il prosecco firmato Bisol, è il grande protagonista e il simbolo di tutti gli spumanti italiani. E non solo, perché a partire dall’edizione 2009 del tradizionale appuntamento con la bellezza made in Italy, Bel Star diventa un premio prestigioso, assegnato, per la prima volta, ad un uomo: Sergio Assisi, protagonista della fiction "Capri" è il vincitore dell’edizione n. 1 del Premio di Miss Italia 2009 coniugato al maschile. Nella Cantina di Miss Italia, il salotto del gusto più glamour dell’evento, dove viene osannata la bellezza femminile e il buon gusto, le Miss Italia delle passate edizioni del concorso premiano il personaggio maschile più solare e carismatico che partecipa alla giuria. Tra le Miss che hanno avuto l’arduo compito di assegnare il simpatico premio, Claudia Andreatta, Miss Italia 2006, Manila Nazzaro, Miss Italia 1999, Marianna Di Martino, Miss Sasch (seconda classificata nel 2008), Rebecca Cristina, Miss Wella, Margherita Diffido, Miss Sorriso, e Emanuela Metozzi, Miss Cotonella. “Bel Star in dialetto veneto - spiega Gianluca Bisol, direttore generale della storica griffe di viticoltori in Valdobbiadene - è anche il modo di esprimere sensazioni di benessere, un titolo che ben si adatta ad un uomo solare capace di suscitare negli altri sensazioni di serenità e piacevolezza”. Il vincitore del premio Bel Star Sergio Assisi si è aggiudicato la fornitura di una bottiglia del nuovo prosecco Bisol al giorno per un anno ed un soggiorno nella laguna di Venezia, nella Tenuta Venissa, l’antica vigna murata tornata al suo passato splendore grazie al recupero strutturale effettuato dalla famiglia Bisol.
Peccato che sia astemio...
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IL TEMPO 15/09/2009 Buoni & cattivi E ora i voti li prendono i giurati Per tre serate «hanno dato i numeri» determinando con le loro votazioni le sorti di sessanta ragazze candidate a diventare Miss Italia.
Sono i componenti della giuria tecnica del concorso di bellezza: Ricky Tognazzi, Guillermo Mariotto, Rita Rusic, Sergio Assisi, Claudio Cecchetto. Cinque giurati in perenne dissenso. Ricky Tognazzi è apparso il più benevolo ed essendo il primo a dare il voto, ha condizionato gli altri. Guardava però le ragazze con l'occhio del regista che deve scegliere la protagonista del suo prossimo film, come lui stesso ha ammesso. E spesso le caratteristiche che cerca un regista non si conciliano con i canoni della bellezza. Voto 5. Guillermo Mariotto, l'inventore del lato B, sembrava non essersi ancora scrollato di dosso il ricordo di Ballando con le stelle, lo show danzante di Milly Carlucci di cui è stato giurato. Ed alternava voti alti e bassi, spesso chiaramente imbarazzato. Per la simpatia Voto 5. Rita Rusic è stata la sorpresa, universalmente ritenuta troppo severa, dispensatrice di tre, appariva come una stizzosa professoressa intenzionata ad utilizzare tutto il potere discrezionale conferitole. Voto 2. Sergio Assisi, invece, ci è sembrato il più competente perché guardava le ragazze con l'occhio dell'uomo interessato a valutarne la bellezza e i lati interessanti. Voto 7. Claudio Cecchetto, infine, non può essere il giurato per tutte le stagioni e tutti i programmi. Voto 4. Mar. Cat.
Sergio Assisi 'incoronato' dalle ex Miss Italia 14/09/2009 PARMA, 14 SETTEMBRE - L'attore Sergio Assisi della fiction 'Capri’ è “il personaggio maschile più solare e carismatico che partecipa alla giuria di Miss Italia”. Parola delle ex reginette che animano la Cantina di Miss Italia a Salsomaggiore e che l'hanno votato......
Peccato che sia astemio...
Brave Miss!!!!
beh,chissà,se è così buono questo vino forse ne potrebbe bere un sorsino!!!!
Milly Carlucci elegge una miss sbagliata. La povera Mirella Sessa prima si mette la fascia come reginetta di moda, poi la deve cedere a Federica Sperlinga per un malinteso tra lo staff e la Carlucci nella scrittura del foglio dei risultati. Ma non finisce qui. La trasmissione sfora di un’ora e mezzo. Paris Hilton fa l’ospite muta e pietrificata. La giuria dà voti fra il 3 e il 5. Un’altra aspirante miss rischia di saltare il voto della giuria. Gli sponsor sono in decisa fibrillazione.
Ecco Miss Italia, alla prima edizione presentata da una donna. Ma la Carlucci alla sua prima uscita sul palco di Salsomaggiore, sabato sera, ha sbagliato più che in tutto il resto di un’onorata carriera. Eppure gli ascolti hanno premiato l’ esordio del concorso di bellezza, seguito da 3.063.000 spettatori e con uno share del 24.53%. Quasi cinque punti in più rispetto allo scorso anno, quando sul palco c’era Carlo Conti.
Sono bastati dunque i risultati di ascolto per ridare una spolverata alla tragicomica inaugurazione serata di Miss Italia. «C’è stato da parte nostra un evidente errore di troppa scrupolosa generosità» ammette la Carlucci, senza addolorarsi troppo «abbiamo messo al centro la persona e non solo due gambe che sfilano. Abbiamo fatto parlare tutte le ragazze e non ci siamo limitati alle solite grandi infornate. Inoltre per visionare 60 ragazze il tempo che occorre è sempre tanto. La prima puntata è stata una sorta numero zero, c’era poi un problema di politicamente corretto, di equilibrio, e questo ha determinato il megasforamento dei tempi. Ma non si può trasformare un successo in un insuccesso: abbiamo vinto la serata, gli ascolti globali. E gli ascolti sono stati subito alti, già un quarto d’ora dopo l’inizio della trasmissione. Partire subito con un pubblico superiore a quello dell’anno scorso è un’immensa ricchezza».
La legge della tv resta l’Auditel, finché tornano i numeri dell’audience tutto può sembrare lecito, anche invitare Paris Hilton, vestita di giallo, e aspettarsi di vederla ballare. O almeno cantare. In playback, è chiaro. E invece no. Una statua, senza espressione, che la Rai avrebbe pagato più di centomila euro. Ma l’azienda di Stato fa i conti: «Il compenso percepito dalla signora Hilton è stato pari a solo un terzo di quello che abitualmente pretende, ovvero circa 300 mila euro» precisa il vicedirettore di Raiuno Claudio Donat Cattin. «Quando ti arriva un ospite internazionale devi assicurare il pagamento del compenso» aggiunge il capostruttura di Raiuno, Antonio Azzalini. Come dire, nessuno ha invitato la Hilton pensando che sapesse fare qualcosa. Serviva per gli ascolti. E infatti «con lei in scena lo share è stato pari al 30 per cento» spiega ancora Azzalini «e questo fa sì che alcune persone sfruttino l’audience per fare quello che vogliono».
Poco preoccupata della performance dell’ereditiera, Patrizia Mirigliani, figlia del patron Enzo, è invece occupata a sbollire la rabbia per i voti troppo bassi rifilati dalla giuria, composta da Rita Rusic, Ricky Tognazzi, Sergio Assisi, Guillermo Mariotto e Claudio Cecchetto. «Siamo tutti qui per imparare» tuona «forse anche la signora Rusic quando ha cominciato non era così com’è oggi. Noi non abbiamo portato qui ragazze con una falcata da modelle. Il voto palese dà senz’altro la possibilità di discutere e fa discutere, è una trovata intelligente ma qui non è come giudicare una canzone o un testo, qui giudichiamo una ragazza. E non vorrei che chi prende il voto “uno” sia considerata, come si potrebbe dire, una “chiavica”. Rispetto la scelta autorale, però è molto difficile giudicare l’aspetto esteriore ed anche dare voti bassi. Queste sono ragazze della provincia italiana, non escono da agenzie di moda. Stiamo giudicando delle persone, non dimentichiamolo». Ma Assisi non ci sta a incassare le poteste della Mirigliani e replica: «È un discorso molto populista. Se c’è una giuria che deve scegliere, è chiaro che come fa sbaglia. I parametri di giudizio sono tanti e il giurato ne deve tenere conto». Più diplomatica la Rusic: «La perfezione fisica è qualcosa di meraviglioso, ma non c’è solo questo nella vita. Il nostro compito non è affatto divertente».
Polemiche a ogni angolo, dunque: Meno male che a ristabilire la calma ci pensano gli sponsor, ai quali, al di là dei contenuti, interessano in risultati. Chiarissimo il discorso di Zannier, main sponsor del concorso: «Sono un uomo d’azienda e fatico a seguire queste cose televisive, i numeri però danno ragione al concorso perché ha migliorato l’immagine delle nostre aziende, e per chi ci mette i soldini è importante, quindi basta polemiche». Sarà ma la voce che invece gli sponsor fossero un po’ preoccupati delle gaffe di Milly c’è stata. Eccome.
Ma infatti... e poi scusate se si dovesse dare a tutte per forza dei voti alti, sarebbe molto difficile poi scegliere effettivamente la migliore... quindi non capisco la natura di queste polemiche!
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Ormai si sa che la rissa tra giurie televisive è una certa fonte di ascolti, modello «Amici» di Maria De Filippi. Così ecco che miss Italia si adegua e schiera in prima fila cinque giurati agguerriti, in disaccordo su tutto. C’è Ricky Tognazzi che mette dieci quando vede degli occhi profondi accompagnati da un paio di tette ben portate. O invece Claudio Cecchetto che punta sulla «stranezza», sulla bellezza non convenzionale. Mentre Guillermo Mariotto guarda al «lato B» di cui è stato inventore e Rita Rusic invece a facce cinematografiche da assoldare magari in qualche film di Moccia che lei produce. E così capita che una ragazza si prenda un 3 dalla Rusic e da Mariotto e un 8 da Tognazzi. Schizofrenie televisive che provocano la reazione indignata della patronessa del concorso Patrizia Mirigliani: «Non si possono dare voti così diversi e poi qui non ci sono ragazze da tre, non si devono umiliare così le miss».
Effettivamente, se nella pagella estetica appare quel numero infamante il significato può essere solo uno: «Sei orrenda». Ma non è così, spiega Mariotto: «Non valutiamo sulla intera popolazione femminile ma solo sulle ragazze che arrivano qui». E ribatte la Rusic: «Tanto sarò la vita poi a darle brutti voi, qui in fondo è un gioco». Si adegua ai canoni della perfezione anche Sergio Assisi, bellone delle fiction, che si azzuffa con Tognazzi per le diversità di giudizio. E visto che tra i litiganti qualcuno godrà, si pensa che a farlo alla fine sarà una ragazza che sulla carta, senza le risse in giuria, non avrebbe nessuna chance. Senza contare il televoto che notoriamente premia più le ragazze del Sud.
E sui giudizi scoppia la lite Mirigliani-Rusic con la prima che manda a dire alla seconda: «Quando aveva l’età di queste ragazze anche lei non era così grintosa. Le miss non sono già modelle o attrici, sono ragazze di provincia e il gioco funziona perché è così. Vanno viste in prospettiva, per quello che possono diventare e non solo per quello che già sono». Ma la produttrice risponde secca: «Non è vero io a quell’età avevo già fatto Attila ed ero sulle copertine di tutti i giornali». E lo share sale.
Claudia Loy è Miss Cinema in una serata... svizzera Seconda puntata velocissima, cronometrica nulla a che fare con la babilonia di sabato. E non bastano Eros e Scamarcio. E poi polemiche con la giuria. 3.800.000 spettatori
La proclamazione di Claudia Loy Miss Cinema è avvenuta a mezzanotte e venti: una puntualità svizzera. Sì, perchè domenica il vero leit motiv della serata è stata la prudenza. Dopo gli errori della prima puntata, con il clamoroso ritardo che ha cancellato la programmazione del Tg1, e le sbandate della conduttrice semplicemente perchè 5 ore di diretta non si sfangano, neanche una professionista navigata come Milli Carlucci, ma pur sempre nuova alla conduzione di un evento mediatico, (vero o presunto che sia, è così che si presenta). L'atmosfera era di una calma quasi irreale. La prudenza di tutti è ciò che prevale in una seconda puntata dedicata al Cinema e alla ricerca del volto da grande schermo. Secondo la giuria poplare, ovvero il televoto, quella presenza cinematografica appartiene a Miss Wella Professionals Lazio, Claudia Loy, votatissima anche dalla giuria con una sfilza di 9 e 10. Ma ieri è stata la serata anche di Mirella Sessa, abbondantemente risarcita con la vittoria della fascia di Miss Deborah e la contesa di quella di Miss Cinema. Ma il televoto la piazza terza a pari merito con la riccia Alessia Delli Veneri, e il secondo posto se lo aggiudica la biondissima Tiziana Morgillo.
Anche l'arrivo di Riccardo Scamarcio è avvenuto nel silenzio, senza nessun flash ad accecarlo fuori dal Palacotonella, dopo Anna Falchi e Vincenzo Salemme, e dopo Paris Hilton della sera prima bastava anche che dicesse una frase con un minimo di senso compiuto per essere additato come il "salvatore" dalla catastrofe dell'esordio. Così è avvenuto. E invece Riccardo sembrava uno che passava di lì, altro che sex symbol. Ma a voler spendere due parole sulla sua comparsata di dieci minuti in cui dispensa consigli banali alle miss che, nell'edizione della conquista della parola, possono anche rivolgergli domande, c'è ben poco di interessante. In tante ovviamente gli chiedono come ce l'ha fatta a diventare attore, come ha risolto con la dizione e quant'altro. Lui risponde con indolenza e una faccia del tipo "ma che ci faccio qui". L'unica cosa che fa con una certa convinzione, ma pur sempre da rituale è il ringraziamento a Patrizia Mirigliani. Beh, anche il bell'attore nostrano chissà quanto avrà preso per la sua "esibizione". Poi è il turno del momento musicale con Eros Ramazzotti che canta "Più bella cosa"...sembrava di guardare una puntata del concorso di 10 anni fa. Il tempo guardando Miss Itallia sembra non passare. Tutto è sempre uguale, e quel poco che viene presentato come rinnovamento fallisce.
Come quella formula che doveva garantire il successo all'edizione della Carlucci rinnovandola: il talento. Domenica è stata propria la puntata delle esibizioni delle ragazze, la novità rispetto ai precedenti anni. Ma di talento e capacità nei medley coreografici e nelle prove di canto se ne vede ben poco. A una sagra di paese ci sarebbe stata più bravura, e forse quella spontaneità che alle ragazze aspiranti miss manca, allevate per la buona riuscita del baraccone. Anzi, alcune esibizioni hanno un chè di agghiacciante. Per non dire ger che gelo cala quando la miss Silvia Palamà, appena eliminata, protesta: "Ho dato il massimo e mi avete tappato le ali. Non lo accetto", di fronte a un pubblico incredulo, colleghe sconvolte, e il giurato Sergio Assisi, che a momenti si mette a piangere e si giustifica: "Il voto è emozionale".
La polemica con la giuria, invece, continua dalla prima serata. Dopo che Patrizia Mirigliani la bacchetta in diretta perchè i voti che esprime sono troppo bassi, anche nella seconda puntata c'è qualcosa da ridire. In studio, i giornalisti e vari e presunti opinionisti, se la prendono con i voti della Rusic, troppo bassi. Ma anche quando la giuria cerca di rimediare con voti più alti continua la polemica: "Dove sono finiti i 3 di sabato?" ed ecco che viene accusata di incoerenza.
p.s. l'intervista probabilmente è stata realizzata non molto tempo dopo la sua partecipazione a Miss Italia, o almeno non proprio in questi giorni, credo, anche perchè non fa accenno agli ultimi progetti.